4.10.04

stefinews del 4 ottobre 2004

Non scrivo da sei mesi. Qualcuno mi chiede: e le stefinews? Capitano nella vita questi momenti di silenzio. Di fronte a tanti misteri, alle tragedie di questi giorni (siamo ad un mese da Beslan), all'angoscia con la quale ormai siamo rassegnati a vivere, il silenzio è un'arma di sopravvivenza. Ogni giorno fiumi di parole: per lavoro, per fuggire la solitudine, dato che non siamo più abituati a tacere e riflettere; per socializzare e in qualche modo "globalizzare" l'incertezza della vita. Per non dover esternare l'impotenza di fronte ad un mondo che va a rovescio e dal quale non possiamo comunque scendere ... trovo che il silenzio abbia un effetto balsamico. In questi mesi penso che siamo stati in molti a chiederci: cosa posso fare? Già, se uno non è Bush o Kofin Annan che cosa può fare? Abbiamo provato ad esporre alla finestra la bandiera della pace e ad accendere una candela, ma poi? Ci ho pensato molto in questi mesi ... Credo che ognuno di noi possa dare un contributo stando un po' più zitto, non alimentando cioè la vasta gamma di luoghi comuni, non diffondendo tanti pregiudizi, non lanciando facili accuse. In silenzio a fare ciò che ognuno di noi sa fare: il proprio lavoro, volontariato, politica, seguire la propria famiglia.FATTI, FATTI, FATTI, non parole.Artigiani della pace!stefaniafine messaggio n. 32