28.3.05

Stefinews del 28 marzo 2005

E' una campagna elettorale sottotono. A livello nazionale i partiti non investono molte risorse e anche a livello locale non si percepisce un gran movimento. E' una situazione che accomuna destra e sinistra. Ormai le campagne elettorali vengono delegate ai candidati. E' un errore perchè sarebbe invece una grande opportunità per i partiti per scendere tra i cittadini e parlare dei problemi e riannodare i fili di un rapporto di fiducia sfilacciato ormai da anni.
Ma non lamentiamoci, recupereremo questa dimensione di gruppo dopo le elezioni. Per ora mi concentro sul mio ruolo di candidata e registro fino ad oggi un risultato ottimo. Ho incontrato tante persone, per lo più esterne alla politica. Ho stretto con ciascuna un patto: ho promesso di esserci e di continuare per tutta la legislatura ad incontrarci non solo in occasioni istituzionali e pubbliche, ma anche nei modi che stiamo sperimentando in questi giorni, nelle case, nei bar, nelle piazze.
Ho capito che è ormai ineludibile per la politica uscire dal palazzo e andare incontro ai cittadini laddove vivono e lavorano e ho capito anche che gli elettori si aspettano dai politici una parola di speranza, non certo la bacchetta magica, ma la volontà di assumere la responsabilità di risolvere i problemi e non solo di attardarsi nelle analisi.
Ho capito che noi politici siamo spesso i primi sfiduciati e dunque rischiamo di dare una controtestimonianza. Guai a quel candidato o a quell'eletto che non è ottimista....
E vedo che se si spiega il progetto di unità di Prodi i cittadini annuiscono e si appassionano. E allora ..... ne riparleremo. Continuo a correre e a seminare un po' di speranza. E vi invito a farlo con me quest'ultima settimana.
Vi sento vicini e vi ringrazio
stefania

13.3.05

Stefinews del 13 marzo 2005

La campagna elettorale è ormai entrata nel vivo. Con qualche difficoltà di adattamento mentale ho momentaneamente smesso i panni del segretario che fa la pasta per tutti per concentrarmi sulla mia campagna. Ieri sera grande cena con Gian Mario Spacca e l'Unione a Ponte Rio al confine tra la provincia di Ancona e quella di Pesaro. Mi ha fatto piacere ritrovare altri colleghi candidati: ci sentiamo come compagni di scuola in prossimità degli esami di stato. C'è trepidazione per la consapevolezza che non tutti ce la faranno, ma ormai tra noi c'è anche la solidarietà di chi sta facendo la stessa esperienza. L'ho anche teorizzato da un punto di vista politico: secondo me la lista dell'Ulivo ha abbassato il livello di competizione tra persone. In genere quando uno si candida nella lista del partito si apre una battaglia per strappare fino all'ultimo voto tra gli iscritti e i simpatizzanti. Stavolta è diverso: in provincia di Ancona siamo in dieci in rappresentanza dei quattro partiti che formano l'Ulivo; con tutta probabilità passeranno gli "esami" cinque candidati. La partita è apertissima e noi candidati ci rendiamo conto che sarà "promosso" chi riuscirà a pescare fuori dai circuiti tradizionali della politica. E dunque più che cercare di togliere i voti al mio concorrente io mi rivolgo alle persone che abitualmente non frequentano i palazzi della politica. In pratica senza volerlo si è instaurato un circuito virtuoso per cui finalmente smettiamo di guardarci l'ombellico e ci rivolgiamo al mare aperto dell'elettorato cercando di ampliare quanto più il consenso al centrosinistra.Per il resto inizio ad essere un po' affaticata ma contenta: sto notando una attenzione nuova verso la politica. Si percepisce che le persone vogliono capire se c'è speranza che qualcosa cambi, se noi Ulivo siamo credibili, finalmente uniti, se in pratica facciamo sul serio. Basta poco in fondo per far tornare la fiducia: basta avere noi per primi fiducia in noi stessi. Perchè se pure il proverbio dice che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce a me stavolta sembra che .... anche la foresta può diventare contagiosa....Speriamo di essere all'altezza delle tante genuine e trepidanti aspettative. Stefania

fine messaggio n. 36