29.8.07

stefinews del 29 agosto 2007

Mi ha colpito molto in queste settimane l’ostentazione di assoluta unità attorno alla candidatura di Walter Veltroni per le primarie a segretario nazionale del PD e in sede locale sulla proposta di Sara Giannini a segretario regionale.
Mi ha colpito perché:
1) è basata sulla sola fiducia nelle due persone più che su un dibattito che non si è sviluppato né tra i politici e tanto meno nella società. Le maggioranze che governano DS e DL come per magia si sono dichiarate rappresentate dai due candidati senza alcun rilievo né di metodo né di contenuto. Chi frequenta il palazzo della politica sarà come me rimasto stupito: ben altro infatti era il clima e la dialettica interna fino a poche settimane fa e cioè prima della indizione delle primarie.
2) Un secondo motivo di stupore è il far assurgere questa unità a valore assoluto per cui rappresenta quasi il requisito di ortodossia. Chi non si accoda viene accusato di voler il male del PD e addirittura del centrosinistra se non del governo. Immagine bizzarra perché le primarie per definizione sono competizione, confronto tra modi diversi di intendere il partito, dialettica anche aspra ma leale e democratica. Complessivamente mi sembra che i sostenitori di Veltroni & Giannini vogliano far passare l’immagine di un PD senza problemi, con un programma che mette d’accordo Binetti e Melandri, Brutti e De Mita, D’Alema e Realacci e similmente a livello locale; perché sarà un programma a maglie larghe, anzi larghissime e chi non ci sta: peste lo colga! Provi, se ha il coraggio, a candidarsi, purchè – dicono – con un programma alternativo! Difficile dunque viste la maglie appunto larghe del loro. Comunque la Bindi ha avuto a livello nazionale questo coraggio e anche in regione qualche cultore della democrazia e della dialettica non mancherà! Perché solo da un leale dibattito democratico uscirà un Partito in buona salute. Mi sono chiesta in questi giorni di ferie: ma come mai d’improvviso la classe che governa DS e DL è stata illuminata verso l’unità, e come mai questa fede assoluta, per alcuni anche estemporanea in Veltroni e Giannini?
Sono arrivata ad una conclusione: è PAURA.
In molti hanno tratteggiato il PD che nasce come un partito autenticamente nuovo. Si è detto: bruciamo le barche alle nostre spalle e ci avventuriamo insieme in mare aperto con una nuova imbarcazione. A me sembra che molti che hanno attualmente incarichi nei partiti fondatori abbiano pensato di noleggiare una scialuppa e stringersi tutti insieme per affrontare il mare burrascoso, perché aperto, delle primarie. In queste condizioni c’è poco da andare per il sottile: devono superare i marosi del 14 ottobre e poi sulla terra ferma della assemblea costituente nazionale e regionale potranno ricomporsi i gruppi, emergere le specificità, avanzare richieste ai due segretari, ripartirsi nuovamente gli incarichi. Non la pensa così Rosy Bindi e non la pensiamo così in tanti nelle Marche. Per aprire un dibattito alla luce del sole sul partito democratico che vogliamo e sul futuro di questa regione saremo presenti alle primarie con liste a sostegno di Rosy Bindi e con un candidato o una candidata alla segreteria regionale.

stefania

fine messaggio n. 44
questa stefinews è stata pubblicata oggi da Il Messaggero

1 Commenti:

At 12:21 AM, raniero ha detto...

Cara Stefania, ci conosciamo da 10 anni e siamo entrambi degli ulivisti della prima ora. Abbiamo sempre creduto, fin dal 1995 nella costituzione di un soggetto politico riformista a vocazione maggioritaria che unisse in se le tradizioni dei riformismi cattolico-sociale, socialista e laico. Guardiamo entrambi al 14 ottobre con la speranza che questo soggetto politico finalmente veda la luce. Per questo è importante che le primarie del Pd siano un successo. Per questo scopo la presenza di candidature autorevoli è essenziale. Tu ritieni (legittimamente) che la Bindi sia la persona giusta per guidare questo nuovo soggetto.
Ci sono però delle considerazioni nel tuo post che non condivido e che esplicherò.
C'è un rischio di cui sei sicuramente cosciente: che il Pd sia una fusione a freddo tra gli apparati di Ds e Margherita, in cui gli "azionisti" vogliano i posti nel "Consiglio di Amministrazione" in base alle "azioni" che ognuno possiede.
Se così fosse il Pd sarebbe una "Cosa 4", cioè i Ds allargati, ovvero una "Margherita 2" con dentro parte dei Ds. E' evidente che se così fosse il Pd nascerebbe già vecchio, anzi già morto.
Spero che non sia così, e perché lo sia, bisogna che ognuno si sforzi di apportare dei contenuti in questo "contenitore". Il fatto che alla candidatura di Veltroni se ne siano aggiunte altre, lo trovo positivo. Va da se che però questi candidati devono avere delle proposte politiche diverse da quelle di Veltroni (non alternative, ma diverse), altrimenti non si capisce che si siano candidati a fare.
Veltroni nel suo discorso di Torino, nei "10 punti" della lettera a Repubblica e in altre occasioni ha cominciato ad illustrare in concreto la linea politica che immagina per il Pd.
Sarebbe ora che anche gli altri candidati, e soprattutto Letta e Bindi, cominciassero a delineare la loro. Letta parla di politiche per la natalità. Bene, ci spieghi dove trova i soldi per farle!
La Bindi di politiche a sostegno dei lavoratori "flessibili". Bene, ci dica dove prende i soldi! Forse si potrebbe cominciare col far pagare alla Chiesa l'Ici sui locali non utilizzati a fini di culto (1 miliardo di euro...).
Veltroni propone di ridurre il numero dei parlamentari e di dare più poteri al premier. Ovviamente sono cose che richiedono delle modifiche costituzionali, ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensano gli altri candidati. I costi della politica sono eccessivi? secondo me sono SCANDALOSAMENTE eccessivi. Secondo la Bindi no. Come vedi ho fatto esempi concreti che dimostrano che la linea del Pd di un Veltroni non sarà affatto uguale a quella di un Pd a guida Bindi o Letta. Vorremmo che i candidati si confrontassero su queste cose; ci spiegassero "quale musica" intendono far suonare "all'orchestra" Pd. Il gallinaio dei giorni scorsi in cui Letta e Bindi (2 ministri) rimproveravano a Veltroni di essere un candidato degli apparati, francamente mi è apparso nei toni e nella sostanza del tutto fuori luogo. Il bue che dice cornuto all'asino...
Insomma cara Bindi, caro Letta, invece di dire "non votate Veltroni perché è un uomo degli apparati" dite "votate per noi perché abbiamo una linea politica differente e migliore della sua" e spiegarla nei dettagli. Sono in fiduciosa attesa.
Riguardo infine al fatto che i Ds abbiano presentato la sola candidatura Veltroni, secondo me il motivo è molto semplice: era l'unica candidatura di un certo livello credibile. Tutti gli altri nomi che sono stati fatti: Bersani, Finocchiaro, D'Alema, erano tutte persone che non credevano nel Pd fino a pochi mesi fa. D'Alema lo ha detto nel suo intervento al congresso di Firenze, Bersani e Finocchiaro sono da sempre notoriamente due dalemiani di ferro. Inoltre devono aver letto i sondaggi che li davano a livelli molto bassi e forse hanno anche ritenuto opportuno non cimentarsi nella gara per non rimediare una miserevole figura.
E coloro che si lamentano di questa situazione, se fossero coerenti avrebbero dovuto spingere perché alle primarie di un anno fa, insieme a Bertinotti, Di Pietro, Scalfarotto, Panzino, Pecoraro Scanio, Prodi, Mastella, avessero partecipato anche Rutelli e Fassino. Non penso che Prodi avrebbe preso i 2/3 dei voti... e questo non lo avrebbe certo reso un candidato alla Presidenza del Consiglio autorevole. Non vorrei che se Veltroni prende molti consensi, lo si vorrà delegittimare dicendo che aveva a suo sostegno tutti gli apparati di Ds e Margherita. Se dovesse vincere più di misura ritenere che non sarebbe abbastanza autorevole per il ruolo. Comunque sono curioso di vedere le liste di sostegno ai candidati: vedremo chi avrà imbarcato le vecchie nomenclature e chi invece avrà aperto a volti nuovi.
Appuntamento tra due settimane.

 

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