20.6.08

stefinews del ... cinquantesimo

Quando ho compiuto quaranta anni facevo la grossa vantando la stessa età di Sharon Stone e Madonna. Ora che ne compio cinquanta mi dà conforto aver scoperto di averne quanti l’orso Yoghi.

Perché in fondo chi sono i cinquantenni? Sono quelli del già e non ancora. Sono già ben adulti da avere dei figli adolescenti che il sabato sera rientrano tardi, ma sono essi stessi ancora figli di genitori arzilli che in quello stesso sabato rincasano più tardi di loro.

Sono … siamo più giovani dei sessantottini che hanno fatto la rivoluzione con il 18 politico e ora continuano a votare a sinistra ma non ce ne è uno contento e più vecchi di quelli nati dopo lo sbarco sulla luna più disincantati e con il mito della meritocrazia.

Siamo bravi ma mediani: raramente facciamo notizia. Il potere sta passandoci sotto gli occhi transitando dai settantenni ai quarantenni. In politica siamo fuori dalle classifiche interessanti: né fenomeni di resistenza nei mandati, né protagonisti del futuro. Siamo quelli del colesterolo alto e le aspettative in calo. I nostri genitori hanno visto crescere con l’età la propria qualità della vita: dopo cataratta, protesi al ginocchio, pace maker si godono una nuova primavera fatta di gite, burraco, cene con gli amici. Noi discutiamo con i coetanei di sciatica, politica e formaggi magri.

Per non parlare delle pari opportunità: le nostre madri sono state le prime a godere dei tre mesi di ferie nella casa al mare; le nostre figlie ci salutano a giugno e le rivediamo a settembre dopo il giro per l’Europa. Le nostre vacanze? Dopo aver pagato quelle dei figli resta l’ombrellone di pomeriggio a Portonovo.

Così penso ci vedano gli altri. Ma noi cinquantenni nel 2008 come ci sentiamo?

Io mi sento in splendida forma: considero una grande conquista l’equilibrio raggiunto dopo aver sbattuto tante volte la testa come un ariete nel tentativo di cambiare il mondo; ora so che l’universo non pesa solo sulle mie spalle ed importante non è vincere ma sapere di aver fatto fino in fondo il proprio dovere. Sono contenta dell’ironia con la quale a 50 anni guardo la mia vita e la società che mi circonda: per cui dopo aver vissuto tanti anni pensando che la situazione era grave ora verifico spesso che per lo più è grave ma non seria.

E mi sento ancora giovane quando mi ritrovo in macchina da sola a cantare “Immagine” o scrivo mail sul senso della vita per sfuggire al cinismo della politica o mi sento poco furba ma contenta di non esserlo.

Perché noi cinquantenni siamo così: adulti ma ancora sognatori, perennemente responsabili di qualcuno o di qualcosa, affettuosamente grati all’amico che ci rassicura …. inguaribilmente in balia di noi stessi … proprio come il caro vecchio sempre giovane orso Yoghi!

un abbraccio, stefania
fine messaggio n. 52

pubblicata oggi su Messaggero, con un paio di tagli per motivi di spazio

1 Commenti:

At 12:55 AM, Anonymous Raniero ha detto...

- Ci si mette molto tempo per diventare giovani. (Pablo Picasso)

- L'età che si vorrebbe avere rovina l'età che si ha. (D. D'Arc)

- La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio. (Franz Kafka)


Mi affido a queste massime per rivolgerti i miei più sinceri auguri per i tuoi "primi" 50.

 

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