20.6.08

vorrei parlarvi del grigio

Questo pezzo è uscito domenica 25 maggio 2008 nell'inserto La Domenica di Corriere Adriatico. I lettori storici di stefinews ricorderanno una new d'annata sull'argomento, del 2003: l'ho aggiornata



Anche i tempi hanno il loro colore: siamo nella stagione del grigio.

In questa strana primavera ci svegliamo sotto un cielo plumbeo: per molti è uno stato d’animo, per altri riflette l’umore rispetto ad un mondo dove sempre più ci sentiamo a disagio.

Con un tempo così cosa aspettarsi?

Nel grigio filtra poca luce, non abbastanza per illuminare il pensiero, quello libero dal pregiudizio e non c’è colore, quello della passione che dà energia all’azione.

Il grigio mi fa pensare all’immobilità e alla sospensione, al tentativo di nascondere il vuoto, allo sguardo che sfugge il contatto e si fa evasivo, alla parola non detta, dai mille significati.

Spesso si usa la parola “grigio” quando non si riesce a descrivere in modo preciso una persona, quando si coglie in maniera confusa una sorta di umanità spenta, amorfa, inespressa.

L’uomo “in grigio” lo riconosci facilmente: il vestito, ovviamente grigio, i capelli senza un verso preciso, il viso non abbronzato; mai una cravatta vistosa. E’ impossibile innamorarsene con un colpo di fulmine: conquista semmai la sua affidabilità, con lui non rischi, sai per certo cosa ti aspetta … mortalmente tuo.

E’ vero ci sono anche dei gran bei grigi: penso al grigio antracite o allo stupendo grigio perla. Sono dei grigi con una luce che li illumina, ma sono falsi grigi; il grigio doc non ha sfumature, è opaco, non regge aggettivi, è “il” grigio.

Se fosse un luogo sarebbe un’anticamera, una musica? la sirena antinebbia, se fosse un vecchio amico sarebbe quello di cui parli in termini: “abbiamo giocato a carte a casa di Gianni: eravamo tre o quattro…. “ Il grigio sarebbe quel “… o quattro”.

Il grigio ha successo anche in politica: come nella vita è quel cono d'ombra che rende tutto indistinto. E' la banalità. Il grigio non è bianco e non è nero, ovviamente; ma è bianco e nero al tempo stesso. Per molti il grigio è una virtù della politica. Lo traducono con mediazione, moderazione. E' quel costume per cui tutto è possibile. La parola data oggi non vale domani, oppure io dico una cosa e intendo dirne un'altra. Il grigio è una patina che ti si attacca addosso e ti rende uguale, ti omologa; in politica chi si colora, chi si distingue si autoemargina, non dura. Chi ha inventato il grigio in politica? Chi non conosce la passione, chi nasconde il talento, chi farà politica tutta la vita, non perchè ce l'ha nel sangue, ma perchè così si sente qualcuno. Il grigio è il colore dell'autunno. Io amo la primavera, una stagione che in questi anni c’è e non c’è sopraffatta dal grigio, ma carica di grande vitalità, è la stagione della novità, dei mille colori, di tutti i colori dell'arcobaleno... l'arcobaleno della pluralità, del confronto, della libertà di pensiero e di parola, della pace, politicamente un'utopia per i cultori del grigio, comunque non moderata.....

La pace, l'arcobaleno, la primavera, la verità, la novità …. Parole ormai desuete.

E allora ad una colorata come me non resta che vincere la avversione per il grigio e andare a stuzzicarlo per vedere se scavando uno schizzo colorato esce. Perché sarei una grigia se lo snobbassi e perché il mio essere colorata mi fa sospettare sotto il grigio mille possibilità. E forse vale la pena di andare a vedere, perché il rischio della delusione è minore del rischio dell’occasione perduta.

All’inizio il grigio mi seduce: perché vivere a colori a volte è faticoso, la definizione non lascia scappatoie, dalla chiarezza puoi solo evolvere e cambiare in modo altrettanto chiaro e per farlo devi essere coerente, convinta e convincente. E mi è capitato di farmi avvolgere dalla nebbia del grigio e lasciarmi cullare nel suo rassicurante indefinito.

E’ durato poco: ho capito presto che le sue numerose sfumature in realtà coniugano il non essere, che si autorigenera e non conosce la scintilla della creazione, la sofferenza della scelta, il coraggio di mettersi in gioco. In pratica l’aria per i colorati.

Ma soprattutto ho capito che il grigio non si può scegliere, ti sceglie lui.