24.2.08

stefinews del 24 febbraio 2008

Mercoledì prossimo vado a parlare ad una tavola rotonda sul tema: le donne fanno politica. Vi allego il programma in calce.
Poco fa ho chiesto ad una persona di cui apprezzo l'intelligenza vivace se secondo lei (guarda caso una donna) esiste una specificità femminile nel fare politica e più in generale nella gestione del potere.
Un tema dibattuto da anni e ancor oggi attuale in tempi di formazione delle liste elettorali e di creazione di un partito nuovo che vuol essere innovativo come il PD.
Io percepisco la differenza ma non riesco a tradurla in un identikit.
Definisco meglio la questione: la tesi che mi intriga non è quella secondo cui le donne sono più oneste, preparate, innovative degli uomini, ma che tutta la politica attuale è il frutto di secoli di gestione maschile e dunque la politica cui siamo abituati è maschia.
Di questo io sono convinta: è matematica. La quota delle donne impegnate in posizioni di potere nei secoli e nel mondo è così irrisoria che non può essere attribuita alle donne la responsabilità della cultura politica, dei metodi, forse dei valori e sicuramente non dei comportamenti che sono oggi dominanti. Arrivo a dire che "la casta" è a mio giudizio prevalentemente maschia.
E non cambia il giudizio se alcune donne che oggi ricoprono ruoli di potere si sono adattate a questa politica e dunque esercitano il potere al maschile (vedi per esempio sig.ra Lonardo in Mastella).
Insomma la mia tesi è che alle donne è ancora affidabile la speranza di cambiare la politica, e forse è l'unica carta che ci resta da giocare.
La mia amica ha risposto immediatamente alla domanda dicendomi che secondo lei non esiste una politica maschile e una femminile ma che esistono brave persone (che almeno in questo momento non sono la maggioranza) che fanno una buona politica e altri uomini e donne, superficiali, incompetenti, e fermiamoci qui ... che gestiscono il potere senza avere come bussola il bene comune. Credo che la risposta sia il frutto di una lettura oggettiva dei comportamenti delle donne politiche che vede all'opera (pur non facendo lei alcuna attività politica) e di una formazione culturale lontana dal femminismo.
Sono rimasta colpito non tanto della risposta che è frequente ma per la sua immediatezza: salvo riflessioni successive che si propone di fare, la prima cosa che le è venuta in mente è comunque questa lettura. In sostanza: la percezione che lei ha è di sostanziale negazione di una politica di genere.
Mi chiedo allora e vi chiedo di aiutarmi a riflettere: me la canto e me la suono io, post femminista di ritorno unitamente alle vecchie sessantottine e sorelle minori o ritenete che se per incanto le donne prendessero il sopravvento la nostra società diventerebbe migliore?

stefania
fine messaggio n. 49

sperimentiamo un lavoro di gruppo telematico : i vostri pensieri mi saranno utili per preparare l'intervento di mercoledì.
In privato rispondete a questo messaggio, se volete invece partecipare alla discussione pubblica potete farlo nel mio blog: www.stefaniabenatti.it/stefinews.htm o nel forum www.stefaniabenatti.it/parliamone.htm - Vi farò sapere come è andata....

INVITO
Laboratorio Culturale di Ancona e Casa delle Culture organizzano una
TAVOLA ROTONDA sul tema: Le Donne fanno Politica

mercoledì 27 febbraio 2008 - ore 17.30
presso la Casa delle Culture, via Vallemiano (ex Mattatoio) Ancona

Coordina: Francesca Alfonsi - Giornalista
Partecipano: Stefania Benatti - Consigliera Reg. Marche - Stefania Ragnetti - Assessora Pari Opportunità Comune Ancona -
Patrizia Caporossi - Consiglio Naz. Donne 50e50 dell'UDI - Antonia Sciarrillo - Presidente Forum Donne Ancona - Serenella Moroder - Imprenditrice