8.10.08

stefinews del 8 ottobre 2008

Noi donne di centrosinistra lo sussuriamo già da tempo nei nostri pettegolezzi parapolitici, ma ormai sta diventando un vero e proprio gingle: non c'è che dire gli uomini di destra sono dei galanti. Non penso ai nazionali, Berlusconi o Bossi mi sanno di maschilisti trucidi, mi riferisco piuttosto a qualche nostro conterraneo, post fascista o ante seconda repubblica. Per carità nulla da dire sui maschi di sinistra. Per gran parte è colpa nostra, di noi donne ex o post femministe, se a loro preme più dimostrare di essere aperti alla parità che alla cavalleria. Perchè per decenni abbiamo rifiutato ogni gesto che potesse richiamare una sorta di supremazia maschile sulla fragilità femminile. Per cui mai farsi aprire una porta, per carità piangere per una sconfitta elettorale e mai farsi pagare una cena. Risultato? Siamo tutti ruvidamente eguali!
Ma sul fronte delle pari opportunità ancora poco si vede, anzi: sportivamente, se può, l'uomo ti frega in nome della parità e qualche volta mi è capitato di arrivare alla cassa della mensa della Regione con il mio compagno di partito che candidamente si rammarica di aver lasciato il portafogli in ufficio.
Il politico di destra è diverso: ti fa uscire per prima dall'ascensore, non se ne parla di pagare il caffè al bar e ....... recentemente ho detto ad un collega dell'opposizione: "vengo nella tua città per un concerto". "Ci penso io!" - fa lui. E tanto è bastato per una accoglienza deliziosa.
"Ci penso io" è la frase che ogni donna vorrebbe sentire da un uomo, qualunque uomo che ogni tanto si prenda qualche responsabilità; in molte ancora non lo ammettiamo, ma quanto ci piacerebbe un marito che, di ritorno a casa, trovandoci preda di un lavandino otturato inforchi la chiave inglese e prenda in mano la situazione; e che dire di un collega che si offra di sostituirti nel giorno "no" o di un compagno di partito che ti ceda il posto nella commissione dove tu sei competente?
Ma "ci penso io" è molto di più: è come se ti prendesse in braccio e..... non so, un sogno ..... in politica neanche un'utopia, letteralmente è un'espressione senza senso.
Dicono le colleghe del centrodestra che in realtà non è proprio così, gli uomini di destra con loro non si comportano in questo modo... non sempre almeno.
Forse è la classica erba del giardino del vicino che è più verde, chissà! Certo è che la politica sarebbe stranamente diversa se "cavalleria" significasse altro in questo ambiente oltre che truppe cammellate ai congressi.
Direte voi: ma dopo tanti anni di politica come ti vengono in testa queste fantasie?
Ho appena letto il libro di Catherine Dunne qualche tempo fa citato da Veronica Lario quando amaramente ha detto che talvolta si sente come la protagonista di "La metà di niente". E noi donne della politica che non siamo neanche la metà? Talvolta mentre sto in riunione guardo qualche maschio di potere, chiudo gli occhi e penso a ..... Richard Gere ..... cosa avete capito? per il suo impegno per il Tibet!
Farneticazioni pseudopolitiche ..... ma non preoccupatevi ..... passa!

Saluti cari, stefania
fine messaggio n. 56