29.12.09

stefinews del 29 dicembre 2009

Alla fine ho ceduto: dopo mesi di curiosità, diffidenza, sospetto e in fin dei conti snobismo, ho ceduto e mi sono iscritta a facebook. Mi ci sono avvicinata come mia nonna al suo primo telefono, timorosa, un pò preoccupata.
Eppure da otto anni con l'aiuto di un amico curo il mio sito(www.stefaniabenatti.it) dove registro la attività e le mie opinioni; ho una newsletter attraverso la quale informo e interloquisco con i miei "contatti" (ora anch'essa approderà su fb); da un po' di tempo, più maldestramente, ho anche aperto una pagina youtube...... E dunque non sono una neofita della comunicazione via web.
Ma facebook è un'altra cosa. Il sito sta lì, chi lo vuole lo cerca e ci va. Facebook è una vetrina interattiva, di proporzioni mondiali; mi ricorda il Grande Fratello, quello di Orwell, ovviamente. Mi inquieta.
Ma mi rendo conto che è un formidabile canale di informazione. E chi vuol fare politica, rappresentare i cittadini nelle istituzioni, così come non può fare a meno del telefono, oggi deve essere pronto ad aggiornare le sue modalità di comunicazione. E anche in questo caso guai ad aver paura di nuove
esperienze.

E allora eccomi qua, ancora titubante e incerta, ma ci sono!
Con l'occasione, tanti auguri di un Anno ricco di novità e innovazioni!

stefania

fine messaggio n.58

13.12.09

Grazie a tutti

Ci sono momenti nella vita di un politico nei quali è necessario fermarsi almeno per un attimo per verificare se il proprio operato è in sintonia con l'elettorato, se i progetti che porta avanti servono a qualcuno, se in una parola si è ancora portatori di una rappresentanza diffusa.
Così è stato per me in questa settimana. Mi sono interrogata sul mio futuro e mi sono messa in ascolto di chi mi sta intorno e degli iscritti ed elettori del PD.
I risultati della consultazione svoltasi ieri e oggi nella nostra provincia mi consegnano un mandato preciso: significativi nel numero delle segnalazioni ma soprattutto uniformemente diffusi nella provincia mi confortano nel continuare il lavoro portato avanti in questi anni e rilanciare un impegno che si fonda sulla condivisione, sulla crescita non personale ma di gruppo, nel servizio all'intero territoro provinciale e regionale. Ora il PD deve stilare la lista dei candidati tenendo conto delle consultazioni ma a mio giudizio dobbiamo fare uno sforzo aggiuntivo per individuare persone che possono candidarsi per rappresentare la società marchigiana ed esperienze esterne al nostro partito e riconosciute dall'elettorato.
E' solo il preludio di un cammino verso le regionali di marzo 2010 che si preannuncia impegnativo, ma esaltante se sapremo continuare ad ascoltare e rispondere alle attese dei cittadini. Siamo pronti a lavorare per fare del PD il primo partito delle Marche e confermare il Presidente Spacca e la coalizione di centrosnistra al governo della Regione.
Per ora grazie a tutti, stefania

10.12.09

Lettera aperta agli elettori del Pd

Ai dirigenti ed elettori del Pd Marche


Nella mia vita lavorativa e politica con onestà mi sento di dire che ho lavorato dando il massimo e sempre con grande passione. Credo che ogni conquista corrisponda ad un grande impegno.

Ritengo un privilegio poter vedere nel sostegno di tante persone il riconoscimento di un lavoro.

Oggi mi trovo ad un bivio: se continuare con l'impegno in Regione o chiudere la parentesi politica e tornare al mio lavoro che pure molto mi appassiona, ma che richiede un impegno esclusivo, non abbinabile a quello politico. Ci sto pensando seriamente: su un piatto della bilancia c'è l'entusiasmo di questo anno di assessorato che senza dubbio ha cambiato la mia vita, un anno speso a studiare e lavorare, elaborare progetti per la nostra scuola e la regione, misurando infine anche la capacità di esercitare funzioni di governo; nell'altro piatto l'idea di una nuova sfida, chiudere con la politica e ricominciare con la professione.

In mezzo c'è il dibattito sul terzo mandato che mi spinge a rendere pubblica la riflessione che sto facendo: perché la decisione di continuare non dipende solo da me.

In Italia non esiste una legge che ponga limiti ai mandati dei consiglieri comunali, provinciali e regionali; esiste per alcune cariche monocratiche come per i sindaci e i presidenti di provincia. E il Partito Democratico a livello nazionale ha scelto di individuare in tre mandati l'autodisciplina per i parlamentari e pone limite di due mandati salvo deroghe, per le cariche monocratiche e per le giunte.

Nelle Marche con l'approvazione pochi giorni fa dello statuto regionale si è deciso di prevedere due mandati per i consiglieri regionali con possibilità di deroga per un terzo. Una decisione che a mio giudizio andava discussa con la base e abbinata al tema del professionismo politico: se cioè sia giusto prefigurare nel rispetto dei due mandati, la possibilità di trascorrere, passando da un incarico all'altro, di dieci anni in dieci anni, tutta la vita in politica, qualcuno senza mai neanche una valutazione di merito.

Questa discussione purtroppo almeno per ora ci è stata sottratta e perciò su questo tema non mi dilungo anche se la mancanza di questo dibattito, che sarebbe questo sì tutto politico, mi crea un disagio personale, perché riduce la scelta della candidatura alla espressione di un veto trascurando ogni considerazione sulla competenza e il lavoro svolto. Infatti prevedere ben tre gradi di selezione (consultazioni nei circoli, approvazione delle liste a livello provinciale e regionale), per altro procedura improvvisata solo per i consiglieri regionali delle Marche soggetti pure a voto di preferenza, non costituisce di per sé un giudizio di merito.

Per questo motivo ho deciso di esprimere il mio pensiero e sottoporvi alcune considerazioni: se vogliamo vincere le elezioni regionali e raggiungere un ottimo risultato che riporti il PD ad essere il primo partito delle Marche è necessaria una lista molto forte che proponga le candidature in grado di meglio rappresentare la varietà e la ricchezza culturale e politica del nostro elettorato. Sarebbe un errore privilegiare la scelta di una lista “guidata” con pochi candidati conosciuti, ma complessivamente poco rappresentativa, pregiudicando così la possibilità di attrarre voti.

Per questo essere in lista, una tra i tredici che nella provincia di Ancona correranno per raccogliere le preferenze, lo considero un onore di rappresentanza, ma non certo il traguardo finale. Una lista forte è garanzia di un grande coinvolgimento degli elettori.

Non prenderò parte alle assemblee provinciale e regionale che dovranno esprimersi sulla deroga per la mia candidatura, credo che in questo caso sia giusto non partecipare alle decisioni che mi riguardano. Rimango comunque a disposizione di quanti volessero confrontarsi sull'attività svolta in questi anni in Consiglio e in Giunta Regionale.

Molto cordialmente,

Stefania Benatti